La felicità è un costrutto psicologico a cui molti di noi fanno riferimento nella vita quotidiana. Quante volte ci capita di pensare:

  • Vorrei essere felice!
  • Mi sentivo davvero felice qualche anno fa!
  • Quella persona mi rende felice!
  • Sarò felice quando otterrò un lavoro soddisfacente!
  • Vorrei essere felice come quel mio amico!

come raggiungere la felicita

Queste riflessioni contengono delle informazioni molto importanti. Tutte hanno in comune tra loro la felicità, il desiderio di ottenerla.

Ma come? In tutti questi pensieri c’è una tendenza a ritenere la felicità come:

  • Qualcosa di esterno a noi stessi
  • Qualcosa che appartiene al futuro o al passato
  • Qualcosa che appartiene agli altri
  • Qualcosa di indefinito

Perché molto spesso costruiamo questa idea di felicità? Perché la felicità ci sembra qualcosa di irraggiungibile?

Ciò spesso accade perché attribuiamo alla felicità una connotazione che poco ha a che fare con il nostro presente e con noi stessi. Pensare “Mi sentivo felice qualche anno fa” si collega infatti al passato, con un’accezione di tristezza e malinconia, quasi come se ciò che abbiamo avuto in passato non possa più tornare (una persona scomparsa, un partner da cui ci si è separati, ecc).

Quando pensiamo “Sarò felice SOLO QUANDO…” stiamo creandoci delle grosse aspettative sul futuro, spostando l’attenzione dal presente ad un momento che ancora non abbiamo vissuto (e nemmeno una palla di vetro potrà dirci come saremo e cosa faremo nel futuro, è vero?). In tal modo molto spesso finiamo per deludere noi stessi (non sono riuscito ad ottenere quel lavoro, non sono riuscito a programmare quel viaggio, non sono riuscito a tenere stretta quella persona, ecc).

In modo simile, quando ci ripromettiamo “Vorrei essere felice come quel mio amico” stiamo osservando noi stessi in correlazione ad un’altra persona (amico, parente, collega) che è sicuramente molto distante e diverso da noi (sia per il suo vissuto passato che per quello presente) e così facendo mettiamo sul piatto della bilancia ciò che l’altro possiede (un bel lavoro, un marito, un figlio, tanti soldi, ecc) e ciò che noi stessi NON abbiamo, finendo magari per restare delusi e sentirci perdenti.

Questi sono solo alcuni esempi che possono presentarsi nella nostra vita e coinvolgere le nostre aspettative. In tutti questi casi, come accennavo, ci poniamo in una prospettiva che rischia di farci dimenticare di noi stessi e del nostro presente.

Finiamo per guardarci in un’ottica che ci vede perdenti, mancanti di qualcosa.

E allora ci chiediamo: come posso ottenere la felicità?

Ciò che mi sembrerebbe utile chiarire è innanzitutto cosa intendiamo per felicità. Ma rischierei di dilungarmi in un discorso complesso e articolato, che ci allontanerebbe dalla nostra domanda, oggetto di questo articolo.

Al contrario mi piacerebbe che ognuno di noi prendesse carta e penna, da oggi e per i prossimi giorni, alla sera magari, oppure in un momento della giornata in cui siamo tranquilli e decidiamo di dedicare a noi stessi 5-10 minuti del nostro tempo.

Nessuna giustificazione per chi è sempre di fretta e dice di non avere tempo!

Scegliamo un piccolo quaderno, un diario, un tablet, ciò che preferiamo. E raccontiamo una volta al giorno un fatto, un avvenimento, un pensiero, un cibo, un ragionamento, un sorriso, un oggetto, una persona, che ci hanno resi “felici” durante la giornata. Si può trattare di un qualsiasi elemento, soprattutto una cosa piccola (e apparentemente insignificante).

Annotiamo ciò che, anche solo per un minuto, ci hanno fatto star bene, ci ha consentito di sentirci a posto con noi stessi o col mondo, ciò che ha reso quella giornata importante o anche solo piacevole.

Questo esercizio, fatto con costanza nel tempo, ci aiuterà ad osservare aspetti prima sconosciuti, che avevamo trascurato o ritenuto poco importanti. Gradualmente accadrà che riusciremo a riflettere sulla felicità in un modo nuovo, diverso, creativo, costruttivo.

Perché accade ciò? Perché, come dicevo in precedenza, siamo abituati a concentrarci su passato e futuro, dimenticando che è il presente ciò che più di ogni altro momento conta davvero. Inoltre spesso rischiamo di chiedere agli altri, aspettandoci che la felicità si raggiunga attraverso di loro (ci aspettiamo che gli altri dicano o facciamo delle cose per noi, restiamo delusi se ciò non accade).

Siamo invece noi stessi a poter donare alla nostra vita soddisfazione e felicità, semplicemente osservando e soffermandoci sulle piccole cose che accadono nel quotidiano.

Quindi ci ritroveremo a godere di ciò che abbiamo, esercitandoci ad abbandonare aspettative troppo grosse nei confronti degli altri, ma semplicemente costruendo con loro relazioni fatte nel presente. E la felicità sarà una cosa nuova, in grado di sorprenderci nella sua semplicità.

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