La Psicoterapia è 

  • Un contesto di “apprendimento” che si pone l’obiettivo di un cambiamento
  • Un luogo di incontro di rappresentazioni sociali
  • Uno spazio relazionale in cui l’individuo porta i propri significati

Il terapeuta lavora con l’obiettivo di introdurre nuovi significati e di costruire una “differenza”, attraverso la relazione terapeutica.

La psicoterapia in generale è caratterizzata da diversi approcci (psicoterapia sistemica, cognitivista, costruttivista, psicoanalitica, funzionale, ecc), che rappresentano modalità differenti con cui terapeuta e paziente possono lavorare per raggiungere un cambiamento.

Psicoterapia sistemico familiare

La Psicoterapia sistemico familiare

Ho scelto di formarmi e specializzarmi in Psicoterapia sistemico relazionale perché si tratta di un orientamento che rispecchia le mie premesse e perché pone la propria attenzione sulle:

Relazioni

Che sono oggetto privilegiato di analisi e di osservazione del terapeuta sistemico. Queste relazioni avvengono e sono sperimentate, durante la nostra vita, all’interno di

Sistemi

cioè “entità” con determinati confini, che racchiudono al loro interno un insieme di oggetti, rapporti, individui. Questi sistemi sono in relazione con l’individuo e a volte interagiscono tra loro.

Origini

La terapia familiare nasce negli Stati Uniti alla fine degli Anni 50 da ricerche parallele di psicoanalisti come Ackerman, Bowen, Whitaker e ricercatori clinici di formazione sistemica come Bateson, Jackson, Haley e altri.

La psicoterapia sistemico familiare, parte da una visione “sociale” delle dinamiche psicologiche, cioè un’idea secondo cui la propria identità è una costruzione, che avviene in comunicazione con gli altri individui e in particolare con quelli appartenenti al sistema della propria famiglia d’origine.

È così che in terapia verranno poste al centro dell’attenzione proprio le relazioni dell’individuo, il cui comportamento viene spiegato attraverso l’ambiente in cui egli è vissuto e sulle sue relazioni significative.

Anche il sintomo, o problema portato dal paziente, viene letto in termini relazionali. Gli eventi problematici di un singolo individuo nascono e si sviluppano all’interno di un sistema familiare. La persona “paziente” diventa portatore di un “sintomo”, che esprime un disagio familiare, più che individuale.

L’obiettivo dell’intervento terapeutico diventa quindi osservare le relazioni tra paziente e famiglia e modificare i modelli disfunzionali che le caratterizzano.

Ciò è possibile attraverso un percorso di co-costruzione tra terapeuta e individuo/famiglia/coppia, durante il quale il terapeuta mette in campo le proprie competenze professionali e il cliente porta la propria esperienza, in qualità di “esperto” della sua famiglia, collaborando alla creazione di nuovi significati e migliorando la propria “posizione” all’interno del gioco familiare.

Si lavora privilegiando il canale verbale, ma spesso il terapeuta si avvale di strumenti più pratici, che aiutano a ri-costruire le vicende dell’individuo o della famiglia/coppia.

La premessa fondamentale è che il terapeuta svolge il ruolo di allenatore e facilitatore, collaborando con il cliente al percorso che si sta svolgendo. L’individuo è parte attiva e partecipe