Ansia, attacchi di panico e disturbi ad essi correlati sono molto frequenti e spesso rappresentano il motivo che spinge le persone a rivolgersi allo psicologo.

Ma come e perché si arriva dallo psicologo?

Molto spesso si arriva nello studio dello psicologo dopo un iter medico/diagnostico. Succede infatti che il paziente, colpito da sintomi organici (sudorazioni, difficoltà a respirare, dolori al petto, ecc), venga tratto in inganno e attribuisca la sua sintomatologia a problematiche di natura organica.

Il primo step, dunque, è la visita dal medico di base, il quale a volte propone alcuni accertamenti, per escludere patologie fisiche.

Frequentemente tali accertamenti non portano alcun esito “chiarificatore” e spesso è lo stesso medico di base a consigliare una consulenza psicologica. Si comincia dunque a dare un significato psicologico a sintomi che, in prima apparenza, sembrano di natura organica.

 

sintomi attacchi di panico

Nella mia esperienza, ho osservato che le persone arrivano da me interessate a comprendere le motivazioni del loro disturbo:

– Perché si presenta l’attacco di panico?
– Come mai i sintomi d’ansia sono così improvvisi e imprevedibili?

Cercano poi delle possibili soluzioni:

– Cosa posso fare per prevenirli, controllarli o evitarli?

Ma non solo! Le persone, quando mi chiedono una consulenza, hanno interesse a comprendere cosa c’è dietro all’attacco di panico o al disturbo d’ansia. Infatti, come ogni sintomo, l’attacco di panico è la rappresentazione di un malessere, collegato a qualcos’altro.

E allora in stanza di terapia si può lavorare su vari aspetti, che aiutano me e il paziente a far emergere “il significato” dell’attacco di panico. Insieme si può lavorare su alcune tematiche, quali:
– Da quanto tempo si verifica l’attacco di panico?
– In quali luoghi?
– In presenza di qualcuno in particolare?

L’attacco di panico è un episodio in cui è il nostro corpo a parlare, esprimendo una difficoltà, una sofferenza, un momento di forte stress.

Ma i sintomi fisici, che spesso spaventano molto per la loro impetuosità, sono collegati a qualcosa, che fa parte della nostra vita, dei nostri vissuti, delle nostre relazioni con gli altri.

Nel mio lavoro, in cui utilizzo le tecniche e l’approccio della Terapia sistemico relazionale, vado ad osservare come il sintomo e gli attacchi di panico siano inseriti nel contesto relazionale dell’individuo, ricostruendo insieme a lui la storia delle sue relazioni.

Proprio l’approccio sistemico relazionale sembra idoneo ad affrontare problematiche d’ansia che, molto spesso, hanno a che vedere con le tematiche dei legami e dell’indipendenza.

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